Storia

La nostra cultura

3 generazioni di vignaioli

L’attuale gestione dell’ azienda agricola Daglio Giovanni nasce negli anni ‘80 dalla volontà di Giovanni di rinnovare l’ azienda alla quale la sua famiglia lavora da generazioni.

Suo padre, Vincenzo, classe 1912, qui a Costa Vescovato ha lavorato la vite con passione, trasformando l’ uva dei suoi vigneti in vino con la stessa ispirazione con cui scriveva la poesie. In quel periodo il vino veniva venduto quasi tutto sfuso, in damigiane, ma dagli anni ’80, con l’ entrata in azienda  di Giovanni, le prime etichette hanno cominciato a rendere riconoscibile il vino della nostra produzione.

Da quel momento ad oggi sono stati rinnovati molti impianti, abbiamo spostato la cantina in un luogo più spazioso che ci permetta di espanderci ancora e le nostre etichette sono stare ridisegnate. Sono cambiate molte cose dal momento del rinnovo lgenerazionale e i più affezionati clienti possono ricordare oggi, dopo molti anni, il costante impegno e dedizione nei confronti anzitutto della vite e del vino e del rispetto del lavoro.

Se prima degli anni ’80 era “utopia” pensare a dei riconoscimenti importanti, gli sforzi sono stati finalmente premiati

In novembre 2017 la Corona – il massimo riconoscimento attribuito dalla Guida Vinibuoni D’Italia 2018 – è stato assegnato a Giovanni Daglio dopo le varie degustazioni e selezioni operate dalla Guida

Autochtona Award

Nel 2016  il premio come “Miglior Vino Bianco”, assegnato al Colli Tortonesi Doc Timorasso Cantico 2014 alla 13 Edizione di Autochtona,
uno degli eventi più importanti per i vini autoctoni italiani e che offre l’opportunità di socializzare e conoscere nuove cantine e le varietà di vini locali.

Siamo presenti sulle guide slow food, veronelli, gambero rosso e su quest’ ultima in particolare abbiamo disputato più di una volta, con più di un vino, la selezione dei 3 bicchieri. L’ anima dell’ azienda è sempre stata la vigna, oggi ne abbiamo 10 ettari, di cui imbottigliamo solo 20000 bottiglie dall’ uva più selezionata, delle vigne migliori.

La terra per noi è la componente più importante, l’ esposizione, l’ amalgama e l’inerbimento del terreno danno all’ uva le caratteristiche che tutte le altre fasi della lavorazione in cantina hanno il compito preciso di non alterare. L’ attenta lavorazione enologica permette quindi di non stravolgere le potenzialità innate che il grappolo ci consegna al momento della raccolta manuale.

Oggi lo sforzo richiesto è esponenziale rispetto al passato, ma i risultati incoraggiano e l’ ultima innovazione, dopo la bottiglia schermata dai raggi uv, è il tappo ardea seal, da noi impiegato sui nostri migliori vini, frutto di una ricerca decennale, questa chiusura protegge il vino garantendo la sicurezza di un vino ben invecchiato. Il cartone inoltre imballa le bottiglie e le mantiene  in posizoine orizzontale.

 

Vino e tradizione

La terra per noi è la componente più importante.


L’ esposizione, l’ amalgama e l’inerbimento del terreno danno all’ uva le caratteristiche che tutte le altre fasi della lavorazione in cantina hanno il compito preciso di non alterare. L’ attenta lavorazione enologica permette quindi di non stravolgere le potenzialità innate che il grappolo ci consegna al momento della raccolta manuale.

Se prima degli anni ’80 era “utopia” pensare a dei riconoscimenti importanti, gli sforzi sono stati finalmente premiati e siamo presenti sulle guide Slow food , Veronelli, Gambero rosso e su quest’ ultima in particolare abbiamo disputato più di una volta, con più di un vino, la selezione dei 3 bicchieri. L' anima dell' azienda è sempre stata la vigna, oggi ne abbiamo 10 ettari, di cui imbottigliamo solo 20.000 bottiglie dall' uva più selezionata, delle vigne migliori.